Il mito dell’uniforme francese del 1812: la riforma Bardin

Nel gennaio 1812, un decreto introduceva un radicale cambiamento nelle uniformi francesi per la fanteria di linea e leggera, nonché la cavalleria e l’artiglieria; tutto questo veniva pubblicato nel Journal Militaire. La nuova regolamentazione non era solo una sostanziale modifica nel taglio delle uniformi, ma anche una standardizzazione delle stesse prendendo come spunto le uniformi dei musici (con l’adozione del verde come colore base dell’abito e con una livrea imperiale costituita da un disegno formato dalle api e dall’iniziale del sovrano diventando il simbolo imperiale).  Poiché l’editto richiedeva diversi mesi per la sua esecuzione pratica e la priorità data all’invasione della Russia per il mese di giugno 1812, diverse pubblicazioni, incluso numerose guide uniformologiche napoleoniche, hanno promosso l’uniforme francese del 1812 che venisse portata dopo Mosca fino a Waterloo.  Ma tutto questo risponde alla realtà? E’ possibile che un decreto  su questa nuova uniforme sia stato  pubblicato a gennaio e da realizzare in tutto l’Impero, o anche solo all’interno della Grande Armée, in pochi mesi? considerando che i depositi esistenti e negozi di abbigliamento di ogni reggimento possedesse vecchie uniformi per non parlare di quello che gli uomini avevano già indosso e quanto velocemente potrebbe essere attuato il cambiamento? Prima di trovare le risposte consultando i documenti  e le relazioni trovati a Vincennes ed  al Musée dell’Armée, i più famosi manoscritti sulle uniformi di Freyburg e Sauerweid, forse è opportuno ricordare il ragionamento alla base del decreto  della nuova uniforme. prima del 1812, l’ultimo decreto ufficiale francese era quello del 1786 presentata durante l’ Ancien Régime. molti cambiamenti nell’uniforme in tutta la rivoluzione e il primo impero era stato fatto senza alcuna codificazione. Infatti, sono stati i colonnelli dei reggimenti  a livello individuale che sono stati autorizzati alla confezione degli abiti dei  copricapo ed alle  insegne di  rango, oltre alla combinazione di colori di solito mozzafiato delle uniformi dei musicisti del reggimento.
Ma durante i primi anni dell’Impero, molte fatture di uniformi della fanteria di linea e leggera erano abbastanza standardizzate per il tipo di fanteria, come per esempio il famoso blu francese della tunica (habit-veste) con le appropriate modifiche tra le truppe di linea e leggere. Ciononostante variazioni nei tagli, dei copricapi e le sue varie decorazioni da reggimento a reggimento, ed in alcuni casi di battaglione in battaglione per non parlare addirittura di compagnia in compagnia negli stessi battaglioni, donavano alle uniformi di fanteria di linea e leggera un facile carattere distintivo.
Dal 1809, il copricapo per le compagnie di centro (fucilieri) ed i voltigeurs della fanteria di linea cambiava dal bicorno allo shako, completamente decorato con corde e racchete di varia fattura. Tuttavia, la maggior parte delle compagnie di granatieri della fanteria di linea come i carabinieri delle compagnie di fanteria leggera, mantennero il loro familiare copricapo in pelo dorso (bonnet d’urson). Le differenze nel vestiario nei diversi reggimenti portava ai militari francesi la richiesta di stabilire una standardizzazione delle uniformi. In conseguenza di ciò fu riunita nel 1811 una commissione per codificare una completa regolamentazione su ogni dettaglio delle uniformi. Questa commissione lavorò per mesi nel 1811 e finalmente, nel gennaio del 1812 (riforma Bardin),  fu completato un esaustivo manoscritto (il quale è ancora esistente nella libreria nel Musée de l’Armée a Parigi), con le nuove regolamentazioni, modelli e campioni furono mandati ai vari laboratori delle varie ditte convenzionate con l’Armée, le quali si misero al lavoro per la confezione dei nuovi abiti.
Con questa nota introduttiva, si è portato a rivedere  potendo consultare i vari documenti esistenti che menzionano la nuova uniforme e la sua apparizione sul campo. Il 12 aprile 1812, il Journl Militaire specifica che gli uomini della leva supplementare delle classi comprese tra il 1807 ed il 1812 furono chiamati a formare le nuove “coorti” (che nel 1813 formeranno i reggimenti numerati dal n°135 al n°156) dovessero essere forniti con l’uniforme di vecchio stile. Nel luglio 1812, il Journal Militaire riportava inoltre che la classe del 1813 doveva essere fornita anch’essa con l’uniforme di vecchio stile. Il 14 marzo 1813, in una lista di materiali del 1813 nei magazzini imperiali, menzionava uniformi ed equipaggiamenti sia di vecchio che di nuovo stile sia di fanteria di linea che della fanteria leggera. I manoscritti di Freyburg e Sauerweid forniscono dettagli sulle uniformi esistenti confermando che durante il 1813 nella campagna di primavera in Germania, nella Grande Armée vi era la maggior parte della fanteria sia di linea sia della leggera  vestiti con le uniformi di vecchio stile. In aggiunta, nel manoscritto di Sauerwied molti fanti nell’agosto del 1813 erano forniti di shako di vecchio modello e nello stesso modo nel manoscritto di Freyburg rivela che nello stesso periodo molta fanteria era vestita con la vecchia uniforme ed i granatieri erano, per alcuni reggimenti, forniti del berrettone d’orso.
I rapporti di diverse ispezioni in diversi corpi datati 1° agosto 1813 menzionano una combinazione di numerose uniformi. Dal  I corpo del generale Vandamme, i voltigerurs del  7° reggimento di fanteria leggera erano vestiti della vecchia uniforme mentre le compagnie di chasseurs erano vestiti della nuova uniforme e le compagnie di carabinieri erano vestiti con la nuova uniforme ma mantennero i loro berrettoni di pelo d’orso. Nello stesso giorno, il III° e IV° battaglione del 36° reggimento di fanteria di linea, che faceva parte della stessa divisione del 7° leggero, riporta che questi battaglioni erano vestiti completamente con la nuova uniforme. I reggimenti di linea numerati dal n° 136 al 156 erano tutti con la vecchia uniforme, mentre i reggimenti facente parte della 51ª e 54ª divisione (IX corpo d’armata) erano tutti nella nuova uniforme. I soldati veterani dei quattro reggimenti dei cannonieri di marina del VI corpo d’armata del maresciallo Marmont si conosce che avessero le loro vecchie uniformi con i bicorni mentre i coscritti delle quattro classi precedenti e da quella del 1814 avessero la nuova uniforme. Molti reggimenti nel 1813 fanno menzione che gli uomini fossero vestiti con la nuova uniforme, ma con i voltigeurs che avevano effettuato una modifica  aggiungendo le spalline frangiate (nella riforma del 1812 la regolamentazione dell’uniforme aveva abolito le spalline frangiate per i voltigeurs, un dettaglio che fu sempre universalmente ignorato e che i soldati di queste compagnie avessero mantenuto o modificato di conseguenza le loro uniformi di tipo nuovo) ed i granatieri mantennero come copricapo i berrettoni di pelo d’orso oppure mantennero come decorazione i piumetti alti e le corde e racchette sui loro shako di nuovo modello. Un altro manoscritto datato nel 1814 riferisce che il 2° reggimento di fanteria leggera dell’armata del maresciallo Soult in Spagna erano tutti vestiti con la vecchia uniforme, incluso i granatieri con i berrettoni d’orso.
Con questi fatti, e traendo le giuste conclusioni, si può ritenere che nel 1812 l’armata francese marciasse per Mosca e tornò (chi fu fortunato da riuscirci) erano vestiti ed equipaggiati con l’uniforme di vecchio stile. Inoltre, molte delle truppe che combatterono in Germania nella primavera del 1813 erano vestiti con la vecchia uniforme. Si deve anche considerare che con la chiamata alle armi delle varie classi per riformare l’esercito durante l’armistizio erano vestiti con la nuova uniforme, questo è virtualmente certo e che questi non fossero in gran numero per tutta la campagna di Germania del 1813. Detto questo bisogna pensare che molti reggimenti sia di linea che di leggeri avessero una mistura di vecchio e nuovo stile. Inoltre, bisogna aggiungere che secondo la riforma che toglieva le spalline ai voltigerus, questa fu praticamente ignorata dalla totalità dei reggimenti modificandone al caso l’uniforme aggiungendo le spalline verdi e gialli e perfino un melange dei tre colori: verde,giallo e rosso, che li caratterizzava fino ad allora.  Anche, la soppressione del vecchio piumetto degli shako e dei berretoni d’orso dei granatieri e carabinieri fu in gran parte ignorata. Infine, si suppone che anche l’armata francese in Spagna dovesse ricevere l’abito con il nuovo taglio (ricordiamo che nei depositi furono letteralmente spogliati per  rifornire l’armata in Germania nel 1813) ed è quasi certo che molte unità in Spagna fossero vestiti con le uniformi di vecchio modello fino alla fine delle ostilità nel 1814.
Tuttavia, pare evidente che la riforma della regolamentazione del 1812 fosse in apparenza una suggestione e non fosse applicata appieno per tutto il 1813. Includendo l’armata francese in Spagna, possiamo supporre che la regolamentazione delle riforma Bardin del gennaio 1812 non fu realizzata nel suo complesso per le truppe imperiali prima dell’aprile 1814, praticamente il mese dell’abdicazione di Napoleone. Da questo si può arguire che nella campagna di Russia del 1812 l’armata francese fosse vestita con le uniformi precedenti alla riforma e pare ancora più evidente prendendo come esempio da un rapporto del colonnello Wagner, comandante del 125° reggimento di linea e datato 29 giugno 1812 durante l’invasione della Russia, in cui scriveva che nei tre battaglioni del reggimento solamente due compagnie d’élite erano vestite in blu; le altre erano in bianco coi colori distintivi gialli e rosa. Ricordiamo che il Regno d’Olanda era stato inglobato nell’Impero Francese il 10 luglio 1810, e di conseguenza il suo esercito era stato disciolto il 10 agosto dello stesso anno, ed incorporato nell’esercito francese. Conseguentemente, il 125° di linea era stato organizzato in Olanda nel settembre 1810 dai primi due battaglioni e dal deposito del 4° reggimento di linea olandese (distintivo rosa) e dal secondo battaglione del 7° reggimento di linea olandese (distintivo giallo). Perciò, il 125° di linea fu trasferito nell’Grande Armée nel marzo 1812 completamente vestito di bianco (colore di fondo delle uniformi del regno d’Olanda), con l’eccezione di due compagnie d’élite che erano vestite in blu durante la campagna di Russia. Per finire si può sicuramente accertare che durante i cento giorni del 1815 il cambio del nuovo modello della riforma Bardin del 1812 fu inevitabilmente regolarizzato.

Giovanni Martignoni Adjudant sous-officier all’11mo reggimento leggero in ricostruzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *