Prefazione

Come era vivere in una città assediata? Cosa voleva dire dover essere chiusi in casa o poter uscire solo per fare la spesa con lunghe code davanti ai luoghi dove si vendeva il cibo? Com’era dover ridurre gli acquisti ai soli beni di prima necessità a causa di un prolungato blocco? Cosa voleva dire parlare solo di un argomento di conversazione, cioè l’assedio? E questo per uno o due mesi? Proprio in questo periodo, chiusi nelle nostre case assediati dal COVID 19, possiamo forse capire il senso di vivere in una città assediata da un nemico che in realtà non si vede perché è distante, al di là di una cortina di mura e i cui effetti, a parte i morti e feriti per il bombardamento, è solo nel cambiamento dello stile di vita, nelle restrizioni al movimento e al consumo di beni, negli editti delle autorità. Alla fine quindi forse proprio questo è il momento di scrivere un libro sugli assedi ma perché fare un volume solo sugli assedi nell’era napoleonica in Italia? Non è una domanda azzardata poiché nell’immaginario collettivo l’epopea napoleonica è luogo di assalti di cavalleria lanciata al galoppo su prati ondulati, di colonne di soldati in marcia nel fango, di grandi masse di artiglieria che spazzano colline e dolci pendii. Sono sicuro che se chiediamo alla persona comune di indicarci il nome di qualche battaglia napoleonica nessuno risponderà con il nome di uno dei tanti, e sono molti, assedi che costellano il periodo dal 1792 al 1815. Eppure la stella del giovane ufficiale corso si accese proprio durante un assedio, quello di Tolone, e molte sue campagne, ad iniziare da quelle in Italia, saranno fortemente condizionati dalla presenza di piazzaforte. L’epopea napoleonica in realtà è costellata di assedi, ne possiamo contare undici nel periodo repubblicano (dal 1792 al 1800) e tredici in quello imperiale (dal 1805 al 1815). Lo stesso Napoleone fu coinvolto in prima persona in almeno quattro assedi, Tolone nel 1793, Mantova nel 1796, San Giovanni d’Acri nel 1799 e Ratisbona nel 1809 e proprio durante questo assedio l’Imperatore venne, per la prima ed unica volta, ferito lievemente alla caviglia da una proiettile vagante di moschetto. Considerato che a Tolone il futuro Imperatore si prese la scabbia bisogna dire che gli assedi non gli portavano propriamente fortuna. Eppure malgrado gli assedi siano così importanti nella storia napoleonica essi sono spesso stati trascurati nella pur immensa produzione libraria sul periodo. Questa è la motivazione per cui l’Associazione Napoleonica d’Italia ha voluto colmare un vuoto pubblicando un’opera specificatamente dedicata alla guerra d’assedio in Italia dal 1796 al 1814.

Borgoforte, 20 aprile 2020

Il Presidente Associazione Napoleonica d’Italia Ing. Livio SIMONE

Il progetto

Introduzione

Questa raccolta di saggi nasce da un progetto del prof. Massimo Zanca per un’opera definitiva sull’assedio di Mantova. Quando, dopo aver raccolto una notevole massa di materiale coevo, l’amico Massimo ha presentato la sua proposta è emersa la forte consapevolezza che mancasse, per l’appunto, un’opera completa sugli assedi in Italia. L’entusiasmo è stato tale che in poco tempo l’Associazione ha radunato un autorevole consesso di studiosi, da molto tempo impegnati nella divulgazione della storia napoleonica. Per tutti è stato davvero un onore ed un piacere essere accolti in quest’opera assieme ad amici con cui si condivide da tempo la comune passione per il periodo. Riguardo alla struttura del volume poichè il tema risulta poco trattato, e francamente talvolta difficile, abbiamo deciso di far precedere la parte dedicata agli assedi veri e propria da una corposa parte di conoscenza generale sull’arte ossidionale e dell’assedio in genere, successivamente nella seconda parte vi sono nove saggi su rispettivi luoghi oggetto di assedi nel periodo napoleonico.

Primo Volume: Gli assedi nel XVIII e XIX secolo, principi, dottrine, uomini, mezzi .

Il primo capitolo ci offre una panoramica sulle fortezze e gli assedi di età moderna con lo scopo di farci comprendere quanto e perché questa modalità di scontro sia stata così determinante per la storia dall’uomo da quando egli ha deciso di vivere insieme ad altri suoi simili nel villaggio fortificato o nella città cinta da mura. Il secondo ci introduce all’assedio “scientifico” i cui principi sono stati teorizzati nel XVII secolo dal Vauban, il grande architetto militare di Luigi XIV. Attraverso lo studio delle metodologie di assedio penetreremo anche nell’architettura delle fortezze e delle piazzeforti, strutture difensive risultate dalla stratificazione di elementi risalenti al medioevo e al rinascimento, poi aggiornate nel seicento e nel settecento man mano che evolvevano le armi di offesa e la tecnica ossidionale. Il terzo capitolo ci farà conoscere gli uomini che componevano il corpo del genio e degli ingegneri militari negli eserciti dell’epoca, per capire chi erano gli uomini a cui erano affidate le sorti di queste complicate vicende belliche. Non dobbiamo dimenticare che se da un lato gli assedi sono l’opera di centinaia ed anche talvolta migliaia di oscuri soldati, ed anche talvolta di lavoratori civili, dall’altro troviamo spesso acute menti matematiche ed ingegneristiche, valga per tutti la partecipazione del grande Archimede alla difesa di Siracusa assediata dai romani. A questa parte più propriamente “militare” seguono alcuni saggi su aspetti poco trattati ma non meno importanti soprattutto oggi in cui stiamo rivivendo un po’ con la sindrome degli “assediati”. Intanto un tema “caldo”: cos’è lo stato d’emergenza? Quando lo stato di emergenza può prevaricare sulla Costituzione e sui diritti del cittadino? Questa problematica, affrontata in maniera egregia e approfondita, nasce proprio durante la Rivoluzione Francese e la discussione si è protratta da allora, con alterne vicende, fino ai giorni nostri con lo stato di emergenza per COVID_19. Il saggio successivo riguarda invece gli aspetti psicologici dell’assedio, l’impatto sulla popolazione civile rinchiusa per lungo tempo dentro piccole città circondate da mura con gravi limitazioni alla propria libertà di movimento, schiacciate dal pericolo dell’esaurimento delle scorte di cibo e delle malattie causate dal sovraffollamento in scarse condizioni igieniche. L’ultimo riguarda un aspetto assai poco considerato ma non di meno molto importante: gli aspetti economici. Come affrontavano le autorità il problema della chiusura totale degli scambi economici con l’esterno? La vita dentro le fortezze doveva pur continuare ma si doveva affrontare la scarsità di moneta. Cos’è la monetazione d’assedio? In questo saggio troveremo le risposte a queste domande curiose.

Secondo Volume: Tomo I. Gli assedi in età repubblicana (1792-1800)

I quattro saggi si concentrano specificatamente sulle vicende degli assedi avvenuti in Italia dal 1796 al 1800. Il primo quello di Mantova del 1796-1797 è sicuramente il più importante di tutto il periodo, ricordiamo che è proprio dai tentativi dell’esercito Imperiale austriaco di soccorrere la città stretta che scaturiscono due delle più belle vittorie di napoleone: Arcole e Rivoli. Il secondo sull’assedio della città di Ancona del 1799, un assedio molto particolare che vede la città investita da truppe austriache, russe e per giunta turche, per cui si potrebbe dire che in realtà l’ultimo assedio dei turchi in Europa non è stato Vienna nel 1683 ma Ancona nel 1799 (!). Il terzo riguarderà ancora la città di Mantova ma questa volta nel 1799 e a parti invertite. Probabilmente uno degli assedi più (o forse il più) controversi della storia Napoleonica. Il generale austriaco Kray conquista la città in pochi mesi mentre Napoleone aveva impiegato più di un anno… come mai questa differenza? Napoleone scarica tutto sul comandante di piazza, il generale Foissac- Latour che viene cacciato dall’esercito con ignominia … parafrasando Manzoni… fu vera vergogna? Il più grande assedio avvenuto in Italia durante i venti anni napoleonici, quello di Genova del 1800, sarà il tema del quarto saggio. Il confronto fra l’esercito francese ed austriaco attorno alla città della Lanterna sarà il prodomo della seconda campagna d’Italia e della battaglia di Marengo. E’ a Genova che la stella di Massena si consacrerà definitivamente nell’olimpo dei grandi generali francese e quella di Soult inizierà a brillare.

Secondo Volume: Tomo II. Gli assedi in età consolare ed imperiale (1801-1814)

Nel secondo Tomo vi è un’ampia panoramica, sia geografica che temporale, degli assedi condotti in Italia durante le varie campagne (che sono cinque) combattute dal rientro di Napoleone in Francia dopo la convenzione di Alessandria fino alla fine dei due regni d’Italia e di Napoli. Il primo saggio di questo secondo tomo riguarderà le operazioni condotte da uno dei più famosi ufficiali del genio del periodo, François de Chasseloup-Laubat contro la fortezza di Peschiera nel 1801. Pii seguiranno due saggi suggi sugli assedi condotti nel sud d’Italia, assedi poco noti ma che in realtà offrono invece spunti molto interessanti all’appassionato di storia militare napoleonica. Amantea e Civitella anticipano i grandi assedi di Spagna con la partecipazione ampia dei civili e l’incapacità dei generali francesi di stimare adeguatamente sia l’importanza della reazione della popolazione che le difficoltà del terreno, mentre Gaeta è un grande assedio che nulla ha di meno in confronto ad assedi più famosi ma in realtà semplicemente meno periferici. Il quarto ci riporterà al nord, a Palmanova, la piazzaforte ideale rinascimentale, assediata nel 1809 dagli austriaci mentre nell’ultimo saggio l’estrema resistenza delle città del Regno d’Italia alla marea montante delle truppe coalizzate. A Genova assistiamo ad uno dei pochissimi assedi, se non l’unico, a guida inglese contro una città Italiana, ad Ancona si assiste al voltafaccia di Murat mentre Venezia si erge solitaria nella laguna, ultima fiaccola della libertà italiana, come trent’anni dopo alla fine della Prima Guerra di Indipendenza. Quando la sua luce si spegne il buio cadrà su tutta l’Italia.