Storia del reggimento

Possiamo individuare nella “Ordonnance provisoire qui détermine le nom et la formation de six régiments de chasseurs” dell’8 agosto 1784 l’atto di nascita del reparto, chiamato “cacciatori delle ardenne”. Un’ ordinanza del 17 marzo 1788, portava alla formazione di 12 nuovi battaglioni di fanteria leggera, scorporandone la componente di cavalleria. Bisognerà attendere la rivoluzione francese e l’inevitabile riorganizzazione dell’esercito del 12 aprile 1791 per l’assegnazione numerica definiva di ogni battaglione, nello specifico l’11eme. Durante il corso della guerra scoppiata nel ‘92 (La Patrie en danger!) la legge dell’8 gennaio 1794 formava l’11eme Demi-brigade de Infanterie Légère. Nel 1795 venne incorporata nella Armata del Reno; l’anno successivo, fu mandata in Italia sotto gli ordini di Masséna. Il 16 giugno 1797 la 11ª Leggera, in ragione del suo coraggio e della sua bella condotta nella sua marcia contro gli austriaci in Tirolo, fu autorizzata dal generale in capo Bonaparte a fare iscrivere sulla sua bandiera: “Passaggio del Tirolo”. Il 14 luglio 1797, durante una rivista delle truppe dell’Armata d’Italia per la consegna delle nuove bandiere, Bonaparte, passando davanti ai carabinieri dell’ 11éme Légère disse: “Coraggiosi carabinieri, sono molto contento di vedervi, voi valete da soli 3000 uomini.” Agli inizi del 1798, l’11a Leggera fu mandata a Roma e infine disciolta. L’anno successivo, durante la campagna del 1799 contro gli austro-russi, a causa delle perdite subite dall’esercito, l’11éme demi-brigade leggera venne sostanzialmente ricostituita. Agli inizi del 1802, l’11éme fu destinata al corpo di spedizione a Santo Domingo. Qui l’unità si distinse contro gli insorti, nonostante le spaventose perdite causate dalla febbre gialla. A novembre fu infine conclusa una tregua, che permise il reimbarco dei sopravvissuti per la Francia. Sfortunatamente furono intercettati dalla marina britannica che, dopo averli spogliati e maltrattati, li portò in Giamaica. In tal modo, l’11eme cessò di esistere come unità combattente. Il numero 11 rimase così vacante nel novero dei reggimenti francesi (denominazione reintrodotta da napoleone nel 1804) fino al settembre del 1811, quando l’imperatore ne decise la ricostituzione, accorpando in una sola unità il Bataillon du Tirailleurs du Po (formato da italiani), il Bataillon du Tirailleurs Corse, il Bataillon du Midi. A Wesel, dove fu così formato, entrò a far parte del corpo d’armata del Maresciallo Oudinot ed ai suoi ordini cominciò la funesta campagna di Russia nel 1812. Attraversato il Niemen il 24 giugno, prese parte alla durissima battaglia di Pultusk, dopo la quale, per le gravi perdite, rimase a guardia delle linee di comunicazione della Grande Armata, non partecipando quindi né alla battaglia di Borodino, né all’occupazione di Mosca. il 18 ottobre prese parte alla seconda battaglia di Pultusk: al termine, dei tre battaglioni iniziali vi erano uomini sufficienti a formarne solo uno! Nonostante tutto, ebbe ancora la forza di distinguersi nella battaglia della Beresina; successivamente, quel poco che rimaneva fu riunito a Marienburg. L’11eme fu quindi riorganizzata per la campagna del 1813, nella quale prenderà parte alla tremenda quando decisiva sconfitta della Battaglia di Lipsia o delle nazioni. Nel mese di novembre, con quel che restava della Grande Armee, rientra in Francia e si dispone alla difesa dei confini della madrepatria, in quella che passerà alla storia come la “campagna di francia”, nella quale parteciperà alle battaglie di Brienne, la Rothiere, Noget sur Seine, Auray, Montereau, Parigi. Il 4 aprile l’11° Leggero giungeva a Fontainebleau: dei 496 soldati all’inizio della campagna, ne rimanevano 116, ufficiali compresi. Nell’ultima impresa di napoleone, i cento Giorni, Ligny segnerà l’ultima vera battaglia sotto le aquile imperiali. Lo scontro fu violentissimo: lungo le vie del paese si mischiarono i fanti di vari reggimenti francesi e prussiani e lo stesso paese vene preso e perso più volte dai due contendenti. Prima dell’ultimo contrattacco prussiano, il generale Vandamme ritirò i resti della divisione in seconda linea. Alla fine della giornata l’11éme contò ben 20 ufficiali colpiti. A causa delle terribili perdite sofferte, la divisione Girard fu lasciato sul posto incaricato della protezione dei feriti, mentre il resto del II corpo combatté a Waterloo. Scoraggiato dal suo ruolo passivo, il reggimento sostenne la ritirata del corpo d’armata. Rientrato in francia, l’11° Leggero prese parte all’ultimo disperato e sanguinoso combattimento dove la lotta fu tanto energica quanto disperata. Tuttavia era la fine: l’11eme si ritirò dietro la Loira dove venne infine congedato.

 

 

Il progetto 11esimo

Il progetto di ricreare l’11esimo reggimento di fanteria leggera francese (1792-1815) nasce ufficialmente il 25 gennaio 2012 dalla fusione di due apprezzati gruppi di rievocazione storica: il 6ème Regiment d’Infanterie Légère, interno all’Associazione Napoleonica d’Italia, ed il Bataillon du Tirailleurs du Po, emanazione dell’omonima Associazione.

Questa decisione, ratificata dalle assemblee di entrambi i gruppi, è stata la felice conclusione di una lunga e proficua collaborazione fra i due gruppi, cominciata sulla fine del 2010. La scelta di ricreare proprio l’11imo è stata assai semplice, in quanto storicamente l’11éme fu costituito proprio dal battaglione dei Tirailleurs du Po assieme al battaglione del Vallese ed ai Tirailleurs Corse.
In questo processo di “Amalgame” – peraltro del tutto unico nel panorama italiano – , ogni gruppo ha dovuto “rinunciare” a qualcosa – l’uniforme piuttosto che il numero – ma queste rinunce sono passate in assoluto secondo piano rispetto la possibilità di formare un reparto numeroso, ben addestrato, con un unico comando e in grado di poter ricreare sul campo manovre altrimenti impossibili con numeri esigui. Del resto, dopo questi due anni di intensa collaborazione,  si è veramente creato un nuovo gruppo, basato anzitutto sull’amicizia e sulla reciproca stima e fiducia.
Il reparto, grazie ai suoi numeri, pone grande attenzione alla storicità del campo, ai comportamenti individuali dei suoi membri e cerca di promuovere l’amore per la storia sia fra i suoi membri che fra il pubblico che assiste ai nostri eventi.
In questo senso, una delle ambizioni del gruppo è proprio quella di abbinare in modo ancor più forte di quanto fatto in passato la rievocazione alla cultura, nella certezza che la ricostruzione sia uno dei canali più immediati e divertenti per diffondere l’amore per la storia.

Allegati:

Brochure 11eme

https://sites.google.com/site/tirailleurscorses/home/le-11eme-leger-1811—1815