Mentre il ‘600 vede l’affermarsi delle scienze medico-chirurgiche che traggono nuova luce dalla Fisica, la Biologia e la Chimica, basti pensare a Luigi Galvani, Alessandro Volta, G.B. Morgagni, ecc. , l’assistenza sanitaria sui campi di battaglia  risulta essere ancora molto approssimativa .

I feriti al termine delle battaglie vengono spesso dimenticati sul campo o raccolti ed ammassati l’uno sull’altro su carri che , stracarichi , lentamente … venivano portati al posto di soccorso più vicino . 

Michele Bergonzoni ,da Bologna portò, in quest’epoca, numerosi cambiamenti sull’organizzazione della sanità , introducendo l’uso di “Ufficiali Medici” , chirurghi non improvvisati ma militari che avessero seguito adeguati corsi di specialità e così nasce la convinzione che gli interventi debbano essere eseguiti da un “Chirurgo Maggiore” assistito da altri chirurghi di grado inferiore . 

Carlo Guttani da Novara , introduce per primo la convinzione che  “una ferita deve essere lavata con acqua pura e poi protetta dal contatto con l’aria a mezzo fasciature” abbandonando quindi il concetto di causticazione con uso di strumenti che avrebbero poi irrimediabilmente devastato le carni del ferito, idea rivoluzionaria che salverà molte vite e che introdurrà il concetto di medicazione .

E’ curioso ricordare come in Francia , a causa della Rivoluzione del 1789 , bastava che un aspirante medico dimostrasse di aver frequentato i corsi Universitari anche solo per un anno … per arruolarsi e conseguire così il brevetto di Nomina di Chirurgo ! Non si trovavano medici e tantomeno Chirurghi e l’epopea Napoleonica stava per iniziare.

Nel 1796 Napoleone Buonaparte inizia la Campagna d’Italia ed è proprio in questi anni burrascosi che si afferma un grande chirurgo Dominique Larrey . Egli ebbe l’idea di avvicinare Ospedali e soccorsi al campo di battaglia . Non era più possibile sostenere situazioni dove i soldati feriti venivano soccorsi a distanza di ore o che, peggio ancora ,  altri soldati , abbandonavano  la linea di fuoco per accompagnare i feriti all’ospedale da campo. 

Vennero cosi costruiti “Carri Ambulanza” che , trainati da uno o due cavalli ,entravano sul campo di battaglia ed in breve tempo  erano  capaci di trasportare due feriti alla volta, senza essere schiacciati e sul quale, la presenza di un medico , poteva prestare loro le prime cure, poi denominati , per la loro velocità d’azione “Ambulanze Volanti”.

Idea geniale che oltre che salvare molte vite, contribuì notevolmente a tenere alto il morale delle truppe ! 

Ispirandosi ad un altro grande medico dell’epoca , Pierre-Francois Percy , secondo il quale il soccorso doveva essere portato al soldato che presentasse i sintomi più gravi e non al militare più alto in grado , Larrey applicò per primo il “Triage” , la scelta cioè di selezionare il grado d’urgenza e quindi di pronto soccorso ai feriti di qualunque grado fossero.

 Grazie all’idea realizzativa di Illicio Quatrocchi che ha saputo in maniera sapiente  ricostruire fedelmente il “Carro Ambulanza” a due posti di Larrey , il nostro gruppo di rievocazione storica, ha così voluto rendere omaggio a questo grande Chirurgo e così poterne portare a conoscenza al grande pubblico , illustrando i metodi di soccorso e le tecniche Medico-Chirurgiche usate in quell’epoca  . 

                                                                        Dr. Nicola Cosentino